{"id":175,"date":"2013-08-08T19:12:46","date_gmt":"2013-08-08T17:12:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ariroma.it\/wp352\/?page_id=175"},"modified":"2013-08-09T06:17:51","modified_gmt":"2013-08-09T04:17:51","slug":"chi-era-peppino-iooj","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ariroma.it\/wp\/?page_id=175","title":{"rendered":"Chi era Peppino I\u00d8OJ"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In genere i radioamatori dedicano la propria sezione\u00a0 ad un socio scomparso che si \u00e8 distinto negli anni passati per esperienza, cultura o impegno. La nostra sede dell&#8217;ARI \u00e8 dedicata ad un pioniere delle frequenze: Giuseppe Palumbo. Non era nativo della capitale, ma sempre oper\u00f2 nella nostra citt\u00e0 contribuendo in maniera decisiva alla diffusione del radiantismo romano. Tutti lo conoscevano, perch\u00e9 curava in particolare il test di telegrafia, quando questa era obbligatoria, ai fini del conseguimento della patente di operatore. Il nostro Peppino era comprensivo nei confronti dei candidati, non creava mai trabocchetti e poneva sempre il candidato a proprio agio. In quelle occasioni si atteneva rigorosamente alla velocit\u00e0 di esame: 40 caratteri al minuto, anzi qualcosa in meno. Questa pagina vuole ricordare la sua persona.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Un ricordo tratto dal volume &#8221; ARI &#8211; 70 anni dalla fondazione&#8221;<\/strong><\/span><br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"Giuseppe Palumbo\" src=\"repo\/images\/p_palumbo1.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Peppino&#8221; come lo chiamavano gli amici, inizi\u00f2 ufficialmente la sua attivit\u00e0 nel 1945 e si distinse subito per la sua operativit\u00e0. Nel 1949 consegu\u00ec il DXCC, con il n\u00b0 388. La presenza di pionieri a Roma giov\u00f2 senzaltro a I1OJ, che seppe farne tesoro. Si \u00e8 spesso parlato e scritto del radiantismo del Nord , ma a Roma gi\u00e0 dal 1919, molti giovani avevano iniziato con le stazioni a scintilla, sulle onde lunghe per poi passare, subito dopo il 1923, alle prime stazioni in onda corta. L&#8217;attivit\u00e0 di Peppino non \u00e8 stata solo quella di &#8220;fare radio&#8221; in casa; I10J (il suo iniziale QRZ, quando tutti i radioamatori erano I1), \u00e8 il maestro del CW di Roma: moltissimi allievi sono passati dal suo &#8230; tasto. Autore di un corso di telegrafia registrato, Palumbo mette a disposizione il suo tempo libero (ha superato da molte centinaia di mesi i &#8230; vent&#8217;anni !) nella sezione A.R.I. di Roma. Un OM di stile e tempi diversi, con spirito sempre giovanile e con il sorriso e la disponibilit\u00e0 immediata. Aver conosciuto Peppino Palumbo \u00e8 stato come tuffarsi in un passato da pionieri, quelli veri, di cui andare orgogliosi.<\/p>\n<address style=\"text-align: justify;\">L&#8217; autore non viene citato nella pubblicazione, noi desideriamo ringraziarlo per quanto riportato nel volume.<\/address>\n<address style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/address>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>un pensiero affettuoso di Andrea Gaeta (*)<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\"><strong> rivolto al maestro di telegrafia, ripreso e ritrascritto da IZ0HHH<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"Giuseppe Palumbo\" src=\"repo\/images\/p_palumbo2.jpg\" \/>Voglio dedicare, almeno qualche riga a &#8220;italiazeroogei&#8221;, Peppino Palumbo (1910-1999), il mio primo \u201cmaestro\u201d di cose telegrafiche, colui che mi ha iniziato alle meraviglie, ai segreti di quel piccolo e sconosciuto telegrafo, che ha in mano, il sounder (1) (sul tavolo se ne notano altri due, oltre all\u2019inseparabile verticale (2), sulla destra).<br \/>\nL\u2019ho incontrato due o tre volte, nel 1994, per suggerimento di un radioamatore cieco, Giulio Nardone e un\u2019ultima volta nel 1998, quasi novantenne, sempre attivo, eternamente innamorato della telegrafia e ancora pieno di curiosit\u00e0. Dei nostri colloqui ho alcuni nastri e le relative trascrizioni, che conservo gelosamente e consulto spesso.<br \/>\nUn giorno parlando di didattica mi disse una cosa, che poi ebbi modo di verificare: i testi francesi (di radiotecnica e di telegrafia) sono pi\u00f9 chiari di quelli italiani, perch\u00e9 questi ultimi presumono che lo studente abbia gi\u00e0 alcune nozioni. Ed allora mi diede dei nastri e delle dispense, che aveva scritto personalmente per insegnare il Morse. Mi fece sentire i rumoretti del sounder e quelli analoghi del tasto e mi fece manipolare questi due dispositivi. Mi spieg\u00f2 bene la differenza tra telegrafia con fili e con zona (3), indi senza zona e infine senza fili. Anche la telegrafia \u00e8 una forma di linguaggio parlato ed i telegrafisti esperti riescono a cogliere nel suono e nelle pause del corrispondente il suo tono di voce e la sua calligrafia. Mi parl\u00f2, inoltre del cartoccetto Cominoli (4) usato dai ferrovieri, che mi incurios\u00ec moltissimo.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"Giuseppe Palumbo\" src=\"repo\/images\/p_palumbo3.jpg\" \/>Una volta fu trasferito al telegrafo di Genova, sulla linea a circuito chiuso per Sanpierdarena, molto trafficata; avevano bisogno di telegrafisti e non radiotelegrafisti. Lui lavorava nella sala apparati con i telegrafi scriventi. Come telegrafista avrebbe dovuto tradurre dalla zona, ma lui radiotelegrafista riceveva sempre ad udito e quindi a velocit\u00e0 maggiore. \u00c8 stato anche baudista e hughista(5) dove la manipolazione avveniva a 5dita, ma lui prediligeva sempre il tasto verticale ed il Morse. Fino alla fine della guerra la Hughes era molto usata, poi sono arrivate le telescriventi, che hanno fatto terra bruciata di tutte queste tecnologie intermedie.<br \/>\nA quei tempi, gli apparati molto spesso si autocostruivano; in ogni caso quei dispositivi diventavano colleghi di lavoro ed anche il Morse poteva trasmetterci calore umano. Non \u00e8 vero che il linguaggio telegrafico sia freddo e distaccato. Chi scrive \u201camoti\u201d invece di \u201cti amo\u201d \u00e8 certamente arido, ma la colpa non \u00e8 davvero del tasto.<br \/>\nMi raccont\u00f2 ancora molti episodi della sua vita: dei contest, del decalogo degli OM, delle scale R\/S\/T, delle prime radio a scintilla, delle strascicate trasmissioni coloniali , delle intercettazioni, delle spie e dei camuffamenti: di tutto un mondo che aveva iniziato a dissolversi subito dopo la guerra e che nessuno voleva e sapeva contrastare. Mentre mi diceva queste cose si divertiva a battere in Morse sui braccioli della sua sedia, annuendo con le palpebre, come solo le persone d&#8217;esperienza si permettono. Ciao Peppino, ancora grazie!<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"antichi strumenti telegrafici\" src=\"repo\/images\/p_palumbo4.jpg\" \/><\/p>\n<p>RINGRAZIAMENTI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Andrea Gaeta<\/strong><\/em> \u00e8 un entusiasta delle tecniche legate al mondo della telegrafia e della radio. Il suo sito \u00e8 una miniera di immagini testi e informazioni legati a quel mondo (<a href=\"http:\/\/www.bitnick.it\/Morse%20News\/Morse%20News.htm\">qui il link alla pagina del Morse di Andrea Gaeta<\/a>) Grazie !<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Eliseo Chiarucci<\/strong><\/em> (I6BAK) gestisce alcune pagine di un sito\/museo (<a href=\"http:\/\/www.morsekey.net\/keys.html\">qui il link alla pagina di Eliseo<\/a>) ricco di foto e testi antichi, da non perdere. Alcune foto qui esposte provengono dalla sua galleria. Anche a te il nostro ringraziamento !<\/p>\n<div class=\"al2fb_like_button\"><div id=\"fb-root\"><\/div><script type=\"text\/javascript\">\n(function(d, s, id) {\n  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];\n  if (d.getElementById(id)) return;\n  js = d.createElement(s); js.id = id;\n  js.src = \"\/\/connect.facebook.net\/it_IT\/all.js#xfbml=1&appId=723173471092281\";\n  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);\n}(document, \"script\", \"facebook-jssdk\"));\n<\/script>\n<fb:like href=\"https:\/\/www.ariroma.it\/wp\/?page_id=175\" layout=\"standard\" show_faces=\"true\" share=\"false\" width=\"450\" action=\"like\" font=\"arial\" colorscheme=\"light\" ref=\"AL2FB\"><\/fb:like><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In genere i radioamatori dedicano la propria sezione\u00a0 ad un socio scomparso che si \u00e8 distinto negli anni passati per esperienza, cultura o impegno. 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