
Quando si parla di “radio” quasi tutti pensano all’apparecchio che ci tiene compagnia in coda in automobile o a casa per i più appassionati. In realtà poi scatta l’inevitabile collegamento con il telefonino che abbiamo in tasca, il wi-fi che ci permette di navigare in rete, il transponder nella chiave che permette all’auto di accendersi, l’etichetta RFID dimenticata sull’ultimo acquisto che fa suonare l’allarme all’uscita del supermercato. E ancora il GPS, il radar che apre le porte scorrevoli, la telelettura del contatore, l’orologio che ogni notte si sincronizza da solo con quello atomico che si trova in Germania.
Insomma, lo spettro elettromagnetico non è mai stato così affollato. Dai telefonini ai navigatori, dai pagamenti contactless ai telecomandi, tutto sfrutta gli stessi meccanismi e le stesse leggi della fisica. Proprio perché sono di uso quotidiano è facile darli per scontati e sottovalutarne l’importanza. Tutto bene finché funzionano, poi basta un telecomando difettoso per far scattare l’allarme di casa nel cuore della notte. È questo mondo invisibile che i radioamatori romani raccontano ai visitatori del Maker Faire, mostrando come funzionano realmente le tecnologie che diamo per scontate, dando la possibilità di vedere e sperimentare sui banchi del proprio stand.

